L'Agenzia delle Entrate, con la Circolare n. 4/E del 6 luglio 2026, ha pubblicato le istruzioni operative sugli Indici Sintetici di Affidabilità Fiscale (ISA) 2026 relativi al periodo d'imposta 2025, illustrando gli interventi normativi intervenuti nei primi mesi del 2026, le novità della modulistica dichiarativa e i chiarimenti sul legame tra ISA e Concordato Preventivo Biennale.
Di seguito una sintesi dei punti principali utile sia ai contribuenti sia ai professionisti che li assistono nell'adempimento.
La revisione degli ISA per il periodo d’imposta 2025
Come anticipato, l'Agenzia delle Entrate ha fornito le istruzioni operative sugli Indici Sintetici di Affidabilità Fiscale (ISA) applicabili al periodo d'imposta 2025, strumento disciplinato dall'articolo 9-bis del decreto legge 24 aprile 2017, n. 50.
In particolare, per il periodo d’imposta 2025, il processo evolutivo e di affinamento dello strumento ha riguardato la revisione completa di 85 indici, nonché l’aggiornamento di tutti i 173 ISA in vigore, al fine di consentirne una più aderente applicazione al periodo d’imposta 2025, anche tenendo conto degli effetti di natura straordinaria sul mercato economico-finanziario in conseguenza delle tensioni geopolitiche verificatesi nel medesimo periodo d’imposta.
Si evidenzia che gli ISA in applicazione per il periodo d’imposta 2024 erano 172. L’aumento di una unità del numero di ISA in applicazione per il periodo d’imposta 2025 è conseguente alla suddivisione dell’ISA DM01U nei nuovi tre ISA EM01A, EM01B e EM01C e, contemporaneamente, alla soppressione dell’ISA DG11U le cui attività sono confluite negli ISA EG57U, EK10U, EK19U e EK30U.
La revisione ordinaria è stata approvata con decreto MEF del 31 marzo 2026, mentre un successivo decreto del 15 aprile 2026 ha introdotto una revisione straordinaria per tenere conto degli effetti delle tensioni geopolitiche, dell'andamento dei prezzi energetici e alimentari e dei tassi di interesse sul 2025.
Tra le modifiche più rilevanti figurano l'aggiornamento delle soglie di anomalia relative al costo del carburante e dell'alimentazione dei veicoli, e la revisione della territorialità dei Factory Outlet Center per l'ISA FM05U.
Modulistica e semplificazioni per contribuenti e intermediari
Sul fronte della modulistica, la circolare segnala alcune semplificazioni significative.
Sono state eliminate dalle istruzioni dei modelli REDDITI 2026 le cause di esclusione relative a enti del Terzo settore, organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale e imprese sociali, non più subordinate all'autorizzazione della Commissione europea per effetto del decreto legge 17 giugno 2025, n. 84, tali codici torneranno operativi solo dal periodo d'imposta 2026.
Nel Quadro F sono stati aggiornati i righi relativi ad ammortamenti, canoni di locazione finanziaria e oneri diversi di gestione, per recepire la maggiorazione del costo dei beni strumentali nuovi introdotta dalla legge 30 dicembre 2025, n. 199.
Prosegue inoltre il percorso di semplificazione dichiarativa: le informazioni su condizione di pensionato, lavoratore dipendente ed esercizio in forma cooperativa sono state rimosse da centinaia di modelli, in quanto già disponibili tra i "dati precalcolati" forniti dall'Agenzia. Le modalità di richiesta di tali dati, anche alla luce della delega unica agli intermediari, sono state definite con il Provvedimento dell'Agenzia delle Entrate n. 115744 del 13 aprile 2026.
ISA e Concordato Preventivo Biennale: le regole di rinnovo
Un capitolo importante riguarda il rapporto tra ISA e Concordato Preventivo Biennale (CPB).
Per i contribuenti che hanno aderito al CPB per il biennio 2024-2025 e intendono rinnovarlo per il 2026-2027, i dati ISA relativi al 2025, comprensivi dei dati precalcolati, costituiranno la base per l'elaborazione della nuova proposta di concordato.
Il punteggio di affidabilità fiscale resta inoltre determinante ai fini del calcolo dell'eventuale imposta sostitutiva sul maggior reddito concordato. La circolare precisa infine che, per chi rinnova l'adesione al CPB, non è possibile dichiarare ulteriori componenti positivi per migliorare artificialmente il punteggio ISA relativo al 2025, poiché il reddito di tale annualità resta quello già determinato in sede di adesione.
Confermate anche le condizioni di accesso ai benefici premiali, definite dal Provvedimento n. 123160 del 22 aprile 2026, e il livello di affidabilità pari o inferiore a 6 quale soglia rilevante per le strategie di controllo.
L’importanza della fedeltà dichiarativa
La circolare dedica infine ampio spazio all'importanza della fedeltà dichiarativa. L'Agenzia ricorda, richiamando anche l'ordinanza della Corte di Cassazione n. 28457 del 5 novembre 2024, che il riconoscimento dei benefici premiali presuppone dati corretti, veritieri e completi: in presenza di informazioni non veritiere, il beneficio non può ritenersi legittimo, anche qualora il punteggio ISA raggiunto risulti formalmente adeguato.
Lo stesso principio vale per il CPB, il cui articolo 22 prevede la decadenza dal concordato in caso di attività non dichiarate, passività inesistenti o violazioni dichiarative superiori al 30% dei ricavi, oppure di dati non coerenti tra dichiarazione e proposta di concordato.
Un richiamo, dunque, alla correttezza sostanziale delle informazioni comunicate, presupposto essenziale per il corretto funzionamento dello strumento e per la reale rappresentazione della capacità contributiva di imprese e professionisti.
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