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Studi di settore tra revisione 2015 e correttivi 2014

12 Maggio 2015 in Speciali
Con Provvedimento direttoriale del 23 febbraio 2015, l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato un elenco di 70 studi di settore che saranno sottoposti a revisione e che saranno poi applicabili a partire dal periodo d’imposta 2015, quindi a partire da UNICO 2016, una volta ottenuto anche il via libera da parte del Ministro dell’Economia e delle Finanze con apposito decreto.
Gli studi di settore, infatti, sono revisionati periodicamente per garantirne la corrispondenza alla realtà economica.
In merito agli studi di settore applicabili per il periodo d’imposta 2014, invece, la Commissione degli esperti ha espresso, lo scorso 9 aprile, parere positivo alle modifiche approvate con decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze del 30.03.2015 e che riguardano la territorialità degli studi, non gli indicatori.
 
 

La revisione di 70 studi di settore per il 2015

Secondo quanto previsto dall’art. 10-bis, comma 1, della Legge n. 146/1998, "Gli studi di settore … sono soggetti a revisione, al massimo, ogni tre anni dalla data di entrata in vigore dello studio di settore ovvero da quella dell’ultima revisione, sentito il parere della commissione di esperti … al fine di mantenere, nel medio periodo, la rappresentatività degli stessi rispetto alla realtà economica cui si riferiscono. La revisione degli studi di settore è programmata con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate da emanare entro il mese di febbraio di ciascun anno."
 
Nel rispetto di tale norma, anche quest’anno l’Agenzia delle Entrate, dopo aver ottenuto il 10.12.2014 il via libera dalla Commissione degli esperti degli studi di settore, ha approvato, con provvedimento direttoriale del 23 febbraio 2015, un elenco di 70 studi di settore che saranno sottoposti a revisione al fine di essere poi applicabili a partire dal periodo d’imposta 2015, quindi con effetto a partire dalla dichiarazione UNICO 2016. Dovendo la revisione avvenire periodicamente ogni 3 anni, in questo caso interessa studi di settore applicati o revisionati nel 2012.
Tuttavia, con riguardo a 3 studi di settore, è stata prevista l‘evoluzione anticipata. Si tratta dei seguenti studi:
  • VG96U (con l’evoluzione anticipata di tale studio sarà gestita anche l’attività economica 52.21.50 – “Gestione di parcheggi e autorimesse”);
  • WG66U e WG74U perché ad "elevato grado di innovazione tecnologica".
In base a quanto stabilito dall’art. 1, comma 1-bis, D.P.R. n. 195/1999, l’attività di revisione dovrà concludersi in tempo utile per la pubblicazione degli studi "revisionati" sulla Gazzetta Ufficiale entro il 31.12 del periodo d’imposta nel quale entrano in vigore. Ciò significa che, per gli studi di settore applicabile al periodo d’imposta 2015, l’attività di revisione deve concludersi entro il 31.12.2015.
 
Eventuali integrazioni che tengano conto degli andamenti economici e di mercato dovranno poi essere pubblicate sulla Gazzetta ufficiale entro il 31.03 del periodo d’imposta successivo a quello della loro entrata in vigore. Pertanto, le integrazioni agli studi di settore applicabili al periodo d’imposta 2015 dovranno essere pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale entro il 31.03.2016.
Dei 70 studi di settore da sottoporre a revisione:
  • 20 sono relativi al commercio;
  • 12 al settore delle manifatture;
  • 26 al settore dei servizi;
  • 12 alle attività professionali.
Si evidenzia, tuttavia, come precisato dal provvedimento del 23 febbraio, che, al termine delle elaborazioni, potrebbero anche essere previsti accorpamenti tra studi, ovvero trasferimenti di uno o più codici attività da uno studio di settore ad un altro sottoposto a revisione.
 

I correttivi agli studi di settore 2014

Con riguardo agli studi di settore applicabili per il periodo d’imposta 2014, invece, la Commissione degli esperti, il 9 aprile scorso, ha dato parere positivo ai correttivi agli studi applicabili per il 2014 approvati con decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze del 30.03.2015 in considerazione della particolare congiuntura economica dello scorso anno.
Il Decreto ha confermato anche per il 2014 gli indicatori di coerenza, normalità economica ed anomalia applicabili per il 2013, mentre ha aggiornato la territorialità.
I correttivi determinati per adattare gli studi di settore alla situazione di crisi economica del 2014 sono riconducibili a quattro categorie:
  • correttivi congiunturali di settore;
  • correttivi congiunturali territoriali;
  • correttivi congiunturali individuali;
  • interventi relativi all’analisi di normalità economica.
In particolare, il correttivo congiunturale individuale è stato elaborato analizzando la variazione dell’efficienza produttiva delle imprese nel quadriennio 2011-2014.
L’attività di monitoraggio dell’andamento dei settori economici effettuata sul territorio nazionale ha esaminato, oltre alle informazioni fornite dalle associazioni di categoria, anche i dati relativi alle comunicazioni e dichiarazioni annuali Iva 2014.
Le elaborazioni sono state effettuate su un panel di circa 2,1 milioni di contribuenti che hanno applicato gli studi di settore nel quadriennio 2010-2013.
 
Con riguardo alla territorialità, gli aggiornamenti sono stati i seguenti:
  • territorialità dei Factory Outlet Center, con riguardo allo studio WM05U"Commercio al dettaglio di abbigliamento, calzature e pelletterie ed accessori", al fine di tener conto della concorrenza costituita dai Factory Outlet Center;
  • aggregazioni comunali, con particolare riguardo allo studio WG44U – "Strutture ricettive alberghiere ed extralberghiere", per tener conto delle possibili differenze di risultati economici legate al luogo di svolgimento dell’attività e delle variazioni amministrative occorse nel 2014;
  • aggiornamento delle analisi territoriali per lo studio WG72A – "Trasporto con taxi e noleggio di autovetture con conducente";
  • aggiornamento dei valori di soglia inferiore per circondario della tipologia di attività ad ambito specialistico di intervento, con particolare riguardo allo studio WK04U – "Attività degli studi legali", a seguito della soppressione di 30 circondari;
  • aggiornamento delle analisi territoriali, a seguito dell’istituzione nel 2014 di alcuni nuovi comuni.
 
 

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