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Professionisti e decreto semplificazioni

24 Giugno 2014 in Speciali
Nella bozza del decreto semplificazioni e crescita approvata dal Consiglio dei ministri di lunedì e ora al valgio delle commissioni parlamentari,  sono previste alcune importanti misure nella disciplina fiscale che riguarda i professionisti .
Innanzitutto l’art. 10 del decreto modifica l’art. 54 del TUIR per quanto riguarda le spese di vitto e alloggio dei professionisti attualmente riaddebitate separatamente in fattura al cliente. Il progetto del Governo prevede che invece non vadano  più a costituire compensi in natura e non debbano  quindi più essere dedotte dal reddito di lavoro.
La  novità   non ha conseguenze sul gettito fiscale ma sostituisce l’ eliminazione di un doppio adempimento ai fini appunto della semplificazione.
L’art. 11 invece modifica il regime fiscale nelle società tra professionisti introdotte  con la Legge di Stabilità 2012 dal Governo Monti . Viene stabilito che varranno per le società le stesse disposizioni previste per le associazioni professionali (art. 5 del TUIR) per cui il reddito verrà imputato a ciascun socio per trasparenza sulla base della sua quota di partecipazione agli utili sia ai fini IRPEF che IRAP, nonché ai fini previdenziali.

Il parere dei professionisti sul 730 precompilato

Segnaliamo anche  le reazioni di importanti figure del mondo dei professionisti fiscali sulla  novità del 730 precompilato misura che non coinvolge certamente  direttamente la disciplina fiscale  ma ha un pesante effetto diretto sulla loro attività.
Ricordiamo che il decreto prevede che dal 2015 l’Agenzia predisponga una bozza  di  730 per i lavoratori dipendenti sia pubblici che privati e i pensionati,   con i dati dei redditi e di alcune detrazioni e deduzioni di cui è già in possesso ( i dati comunicati da sostituti d’imposta sui redditi e sulle pensionie i dati ricevuti da banche, assicurazioni e istituti di previdenza come interessi di mutui,  contributi per colf e badanti, polizze vita, i fondi pensione). e lo metta a disposizione del contribuente entro il 15 aprile di ogni anno . Il contribuente a sua volta lo dovrà sottoscrivere,  rettificandoloo completandolo con l’indicazione di altre spese,  e farlo rinviare da un intermediario abilitato.
 
La stampa specializzata riportava ieri i pareri contrastanti di alcuni addetti ai lavori su questa novità apparentemente molto vantaggiosa per i cittadini .
I presidento degli Ordini dei commercialisti di Milano e Napoli , ad esempio  si dichiarano soddisfatti che lo Stato intenda   addossarsi un adempimento  in un certo senso "banale," liberando tempi per un attività professionale più qualificata.  D’altra parte   segnalano che la tempistica piuttosto serrata indicata nella bozza  richiede che l’Agenzia si dimostri all’altezza del compito dal punto di vista organizzativo e informatico.
Altri, come ad esempio il Presidente della consulta nazionale dei CAF invece segnalano il rischio di eccessiva assunzione di responsabilità  richiesto agli intermediari,  dato che  che le dichiarazioni precompilate dall’agenzia saranno per forza di cose nella maggior parte dei casi incomplete  e auspicano un  chiarimento   sui visti da fornire a dati magari incompleti o inesatti forniti dal contribuente , e sulla destinzione tra errori tecnici  e concorso invece con gli intenti evasori del cliente. Emerge quindi  da più parti la raccomandazione di uno studio attento e puntuale dei decreti attuativi che dovranno dettare le disposizioni pratiche  del  rinnovato  adempimento. 
 

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