Legge di Stabilità 2014, varato il disegno di legge

16 Ottobre 2013 in Speciali
Il 15 ottobre il Governo ha varato il testo del Disegno di Legge di Stabilità per il 2014, l’ex Finanziaria, che dovrà essere approvata in via definitiva entro la fine dell’anno.
Si tratta di una manovra da 11,6 miliardi di euro per il 2014, con riduzione di spesa per 3,5 miliardi.
Diverse sono le novità fiscali in esso contenute. Si evidenzia, tuttavia, che, trattandosi di un Disegno di legge, le misure in esso contenute non sono ancora in vigore, ma devono essere esaminate ora dal Parlamento, il quale, prima dell’approvazione definitiva della Legge di Stabilità 2014, potrà verosimilmente apportarvi diverse modifiche.
 

Le principali misure previste dal disegno di legge

Le principali novità contenute nel Disegno di legge di Stabilità 2014 varato dal Governo sono le seguenti:
  • Riduzione del cuneo fiscale: il taglio del cuneo fiscale, cioè dell’indicatore percentuale che indica il rapporto tra imposte sul lavoro (dirette, indirette e contributi previdenziali) e costo complessivo del lavoro, partirà dal 2014, anno per il quale si investiranno in tal senso 2,5 miliardi:
    • 1,5 miliardi di euro saranno utilizzati per ridurre l’Irpef per le fasce medio – basse;
    • 40 milioni di euro saranno utilizzati per ridurre l’Irap sulla quota lavoro;
    • 1 miliardo di euro per ridurre i contributi sociali sulle imprese.
Nel triennio 2014-2016, il taglio del cuneo fiscale dovrebbe portare, secondo il Governo, ad una riduzione delle tasse per le imprese di 5,6 miliardi e per i lavoratori di 5 miliardi.
  • Taglio delle detrazioni Irpef del 19%: le detrazioni Irpef del 19% attualmente previste (come, ad esempio, per spese mediche, farmaci, interessi mutui prima casa, spese portatori di handicap, assicurazioni sulla vita, asili nido e scuola) scenderanno al 18% per l’anno d’imposta 2013 e al 17% per l’anno d’imposta 2014.
  • Detrazioni lavoratore dipendente: viene lasciato intatto il vecchio sistema delle detrazioni per lavoro dipendente, ma il valore base utilizzato nel calcolo viene aumentato da 1.338 a 1.510 euro. L’effetto per chi percepisce un reddito lordo annuo di 25.000 – 27.000 euro dovrebbe essere quello di un aumento in busta paga di 10 – 15 euro al mese.
  • Credito da modello 730: a partire dal modello 730/2014 (periodo d’imposta 2013), se ne deriva un credito Irpef superiore a 4.000 euro, questo non sarà rimborsato dal sostituto d’imposta a partire dalla retribuzione del mese di luglio (agosto per i pensionati), ma sarà rimborsato direttamente dall’Agenzia delle Entrate, previ controlli preventivi documentali, in teoria dal 1° gennaio dell’anno successivo (ma senza che sia stata imposta all’Agenzia alcuna scadenza).
  • Visto di conformità per la compensazione crediti – debiti fiscali: l’obbligo del visto di conformità per la compensazione IVA di crediti superiori a 15.000 euro viene ora esteso alla compensazione di tutti i tributi.
  • Introduzione della TRISE: viene introdotto un nuovo tributo sui servizi (TRISE), costituito da due componenti: la Tari sui rifiuti, che sarà commisurata alla superficie calpestabile e che successivamente si trasformerà in Tarip (tariffa commisurata alla quantità e qualità di rifiuti prodotti), e la Tasi sui servizi indivisibili, che avrà inizialmente un’aliquota pari all’1 per mille e che utilizzerà la stessa base imponibile dell’Imu. Il tetto massimo del prelievo non potrà superare le aliquote massime previste per l’Imu.
  • Bonus ristrutturazioni e risparmio energetico: sia la detrazione Irpef del 50% per le spese di ristrutturazione edilizia, sia la detrazione Irpef/Ires del 65% per le spese sostenute per interventi volti al risparmio energetico dell’edificio sono prorogate fino al 31.12.2014, al fine di sostenere lo sviluppo del settore dell’edilizia e del settore immobiliare. Dal 2015, poi, il bonus energetico scenderà al 50%, mentre quello per gli interventi di ristrutturazione edilizia scenderà al 40%. Dal 2016, poi, tutto tornerà al 36% come già previsto dall’attuale legislazione ordinaria.
  • Imposta di bollo sulle comunicazioni relative a prodotti finanziari: dal 2014, l’imposta di bollo sulle comunicazioni periodiche alla clientela relative ai prodotti finanziari (come gli estratti conto) passerà dall’attuale 1,5 per mille al 2 per mille. Sono interessate anche le comunicazioni relative ai depositi bancari e postali, anche se rappresentati da certificato, mentre sono escluse le comunicazioni ricevute ed emesse dai fondi pensione e dai fondi sanitari.
  • Tassazione rendite finanziarie: salta, per ora, l‘aumento dell’aliquota di tassazione delle rendite finanziarie (nei giorni scorsi, si era ipotizzato di aumentare dal 20% al 22% quella sui redditi da capitale e dal 12,5 al 20% quella sui frutti dei contratti di assicurazione).
  • Contributo concorsi professionisti: per accedere agli esami di avvocato o ai concorsi per magistrati e notai si dovrà pagare un contributo forfetario di 50 euro al momento della presentazione della domanda. Il contributo è, invece, di 75 euro per gli avvocati che intendono iscriversi all’albo speciale dei cassazionisti.
  • Rafforzamento dell’ACE: il bonus per le capitalizzazioni introdotto dal governo Monti per favorire la capitalizzazione, l’ACE (Aiuto alla crescita economica), salirà progressivamente. In particolare, per le società che accantonano gli utili a riserva o aumentano il patrimonio con apporti dei soci in denaro, la deduzione ora pari al 3% degli aumenti di capitale viene innalzata al 4,2% per il periodo d’imposta in corso al 31.12.2014, al 4,75% per quello in corso al 31.12.2015 e al 5% per quello in corso al 31.12.2016.
  • Rivalutazione dei beni d’impresa: ritorna la possibilità di rivalutare i beni d’impresa versando un‘imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e dell’Irap pari al 16% sui beni ammortizzabili e al 12% sugli altri.
  • Perdite su crediti e assicurazioni: per banche, assicurazioni e altri intermediari finanziari torna la deducibilità ai fini Ires e Irap in cinque anni delle svalutazioni e perdite su crediti verso la clientela.
  • CIG in deroga: il Governo stanzia per il 2014 altri 600 milioni per il rifinanziamento della CIG in deroga, che si vanno ad aggiungere al miliardo già previsto dalla Riforma Fornero.
  • Social card: viene ora estesa anche ai residenti che siano cittadini comunitari e stranieri in possesso di permesso di soggiorno per lungo periodo.
  • Taglio alla sanità pubblica: non ci sarà alcun taglio alla sanità pubblica per il triennio 2014-2016.
  • Università: viene previsto un rifinanziamento di 230 milioni per le università.

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