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La tassazione dei diritti di autore nella dichiarazione dei redditi 2020

12 Maggio 2020 in Speciali
La tassazione dei diritti di autore segue regole diverse in relazione alla tipologia di reddito dove vengono collocati dalla legislazione fiscale.
Su tutti i redditi corrisposti per diritti di autore, a qualsiasi titolo corrisposti, sulla parte imponibile all’atto del pagamento dovrà essere effettuata una ritenuta d’acconto del 20% o nel caso di reddito assimilato con l’aliquota IRPEF secondo lo scaglione di reddito.

La ritenuta è elevata al 30% se il percettore del reddito è soggetto non residente.

I diritti di autore vengono classificati come redditi di lavoro autonomo quando conseguiti direttamente dagli autori, come redditi diversi quando sono stati acquisiti a titolo gratuito o oneroso, come redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente quando conseguiti nell’ambito di un rapporto di collaborazione coordinata e continuativa, oppure come redditi di impresa se conseguiti nell’esercizio di una attività commerciale

Diritti di autore come redditi di lavoro autonomo

Se i diritti di autore sono considerati redditi di lavoro autonomo usufruiscono di un abbattimento forfettario a titolo di deduzione forfettaria delle spese pari al 25% che viene elevata al 40% se il percettore ha un’età inferiore a 35 anni
 

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Articolo 54 c. 8 secondo periodo  DPR 917/86
 

8……. I redditi indicati alla lett. b) del comma 2 dell'art. 53, sono costituiti dall'ammontare dei proventi in denaro o in natura percepiti nel periodo d'imposta, anche sotto forma di partecipazione agli utili, ridotto del 25 per cento a titolo di deduzione forfetaria delle spese, ovvero del 40 per cento se i relativi compensi sono percepiti da soggetti di età inferiore a 35 anni.

 

 

Se il diritto di autore viene percepito da un lavoratore autonomo che si avvale del regime forfettario, il diritto di autore concorrerà all'eventuale raggiungimento della soglia dei 65.000 euro e sconterà l'imposta sostitutiva tipica del forfettario invece che quella ordinaria.

Il sostituto di conseguenza non dovrà effettuare la ritenuta d'acconto su tali compensi. Il chiarimento è arrivato con un interpello n. 517 del 12 dicembre 2019.

Leggi anche: Regime forfettario 2019 e diritti d’autore: niente ritenuta sui compensi

Diritti di autore come redditi diversi

Se i diritti di autore sono considerati redditi diversi occorre distinguere due fattispecie:

– se sono stati acquisiti a titolo oneroso godono di un abbattimento del 25% al pari di quello spettante all’autore,
– se invece sono stati acquisiti a titolo gratuito vengono tassati integralmente.

 

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Articolo 71  Dpr 917/86

1. I redditi di cui alla lett. g) del comma 1 dell'art. 67, costituiscono reddito per l'ammontare percepito nel periodo di imposta, ridotto del 25% se i diritti dalla cui utilizzazione derivano sono stati acquistati a titolo oneroso.

 

 

 

Diritti di autore assimilati a lavoro dipendente

Se i diritti di autore sono assimilati a quelli di lavoro dipendente, (e lo sono solo quando trattasi di collaborazione a riviste e giornali con redazioni di articoli non in completa autonomia) l’assimilazione comporta il riconoscimento delle detrazioni previste dall’art. 13 del Tuir per i lavoratori dipendenti, da calcolarsi con le seguenti modalità:

 

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L’art. 13 recita infatti che se:
 

“ 1. Se alla formazione del reddito complessivo concorrono uno o più redditi di cui agli articoli…….. 50, comma 1, lettere a), b), c), c-bis), d), h-bis) e l), spetta una detrazione dall'imposta lorda, rapportata al periodo di lavoro nell'anno, pari a:


a) 1.880 euro, se il reddito complessivo non supera 8.000 euro. L'ammontare della detrazione effettivamente spettante non può essere inferiore a 690 euro. Per i rapporti di lavoro a tempo determinato, l'ammontare della detrazione effettivamente spettante non può essere inferiore a 1.380 euro;

b) 978 euro, aumentata del prodotto tra 902 euro e l'importo corrispondente al rapporto tra 28.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e 20,000 euro, se l'ammontare del reddito complessivo è superiore a 8.000 euro ma non a 28.000 euro;

c)978 euro, se il reddito complessivo è superiore a 28.000 euro ma non a 55.000 euro. La detrazione spetta per la parte corrispondente al rapporto tra l'importo di 55.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e l'importo di 27.000 euro.

 

Possibilità di ritenuta maggiorata

E' possibile a richiesta dell'autore per i diritti assimilati a lavoro dipendente ed anche per quelli assimilati a lavoro autonomo applicare una ritenuta superiore al 20%. La possibilità è stata ammessa dalla circolare 199/E del 30/11/2001.

I diritti di autore nella dichiarazione dei redditi 2020

Come si è potuto dall'analisi sopra effettuata, i diritti di autore andranno dichiarati nella dichiarazione dei redditi 2020 a seconda di come vengono classificati:

  • se percepiti da parte dell'autore o inventore come proventi che derivano dall’utilizzazione economica di opere dell’ingegno e di invenzioni industriali: andranno dichiarati come Redditi diversi nel quadro D3 codice 1 del modello 730 o nel quadro RL 25 della dichiarazione dei redditi
  • se lo stesso diritto di autore è percepito da un autore che ha anche una partita IVA in regime forfettario,  il reddito andra' indicato nel  Quadro LM righi da LM22 ad LM27,  colonna 4 da assoggettare ad imposta sostitutiva previo abbattimento con gli specifici coefficienti  in misura del 25%, ovvero del 40%, nel caso in cui il dichiarante abbia età inferiore ai 35 anni. (Circolare 10 aprile 2019, n. 9/E, risposta ad interpello n. 517 del 12 dicembre 2019).
  • se i diritti di autore sono stati percepiti non dall'autore ma da altri aventi causa a titolo gratuito (ad es. eredi e legatari dell’autore o inventore) o da soggetti che abbiano acquistato a titolo oneroso i diritti alla loro utilizzazione, i diritti di autore andranno indicati del rigo RL13 in misura intera per gli acquirenti a titolo gratuito e con la riduzione del 25 per cento  per gli acquirenti a titolo oneroso

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