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JOBS ACT: le novità oltre l’articolo 18

26 Novembre 2014 in Speciali
Il Jobs act, il disegno di legge delega che riforma le regole del lavoro dipendente è stato approvato ieri alla Camera e torna di nuovo al Senato per l’ok definitivo. A questo punto nonon dovrebbero esserci ulteriori modifiche al testo. Vediamo in sintesi i vari argomenti di cui si occupa e che saranno regolamentati prossimamente con vari decreti delegati, per cui le norme entreranno in vigore in momenti diversi durante il prossimo anno.

ART. 18 e NUOVI CONTRATTI dal 2015
 
Posto che uno degli obiettivi della legge è la semplificazione e il riordino delle tipologie contrattuali del lavoro, a partire dal 2015 il rapporto di lavoro prevalente dovrebbe essere quello con contratto a tempo indeterminato (come già nelle intenzioni della riforma Fornero ) ma con la novità delle tutele crescenti commisurate all’anzianità di servizio del lavoratore.
I Contratti di Collaborazione Coordinata non dovrebbero essere più previsti mentre per contratto a tempo determinato e apprendistato restano in vigore le norme da poco modificate
l.  tema più discusso in tema di contratto a tempo indeterminato è stata ovviamente la tutela del lavoratore licenziato ingiustamente, regolamentata dall’art 18 dello Statuto dei lavoratori con il reintegro nello stesso posto di lavoro.
Dal prossimo primo Gennaio la nuova formulazione della norma prevede che per i licenziamenti per motivi economici non vi sia più la possibilità di reintegra ma  solo l’ indennizzo economico che sarà commisurato all’anzianità del lavoratore.
Resta confermata invece la possibilità di riavere il proprio posto nei casi di licenziamento discriminatorio.
Per i licenziamenti per giusta causa come il licenziamento disciplinare saranno i decreti attuativi a delimitare le casistiche specifiche nelle quali sarà ancora possibile ottenere il reintegro in azienda  oltre all’indennizzo. 

Le altre novità del DDL Jobs act

AMMORTIZZATORI SOCIALI
 
Per CIGS e mobilità  sono previste risorse per 1900 milioni per il 2915 e 2016 fatte salve successive norme di  rifinanziamento.  Viene però prevista l’eliminazione della possibilità di ricorrere alla Cassa Integrazione in caso di cessazione definitiva della attività dell’ azienda o anche solo di un suo ramo. Si punta dall’altro lato a mettere in campo servizi di orientamento e supporto nel ricollocamento del lavoratore che perde il proprio posto .
 
ASPI e Miniaspi vengono unificate e si introduce una variabilità nella durata del sussidio,  nel senso che i lavoratori che hanno una carriera contributiva più "pesante" potranno contare sul contributo per un periodo più lungo .
Il diritto all’ASPI viene inoltre esteso alle collaborazioni coordinate e coordinative.
 
MODALITA’ DI LAVORO E MANSIONI 
 
La legge delega ammorbidisce le regole sul controlli del lavoro a distanza. Non sarà più vietato infatti l’utilizzo di telecamere , come finora è previsto dallo Statuto dei lavoratori. Si specifica però che i controlli riguarderanno l’attività delle macchine e non direttamente delle persone.
 
Dal punto di vista delle mansioni a cui il lavoratore può essere adibito , anche qui si superano le previsioni dello Statuto dei lavoratori,  infatti diventerà più semplice per il datore di lavoro proporre al lavoratore mansioni diverse non necessariamente uguali o superiori a quelle del momento dell’assunzione. Più spazio dunque alle necessità aziendali di riorganizzazione o ristrutturazione pur con la tutela della professionalità e delle competenze dei lavoratori.
 
Molte misure dei decreti previsti dal Disegno di legge vengono incontro alle esigenze personali e familiari dei dipendenti allargando l’indennità di maternità anche alle lavoratrici parasubordinate e autonome  e prevedendo forme di tutela per lavoratori con figli disabili non autosufficienti.
Sono inotre previsti incentivi al telelavoro e la possibilità di scambio dei giorni di riposo tra lavoratori.
 
SEMPLIFICAZIONE AMMINISTRATIVA
 
Il Jobs act contiene ancora misure di razionalizzazione e la semplificazione degli adempimenti amministrativi richiesti alle aziende e collegati ai contratti e alla gestione i rapporti di lavoro.
Anche dal punto di vista dell’organizzazione centrale, si cerca di semplificare con l’intenzione di sottrarre parte delle competenze alle Regioni per unificare in una Agenzia Nazionale la gestione delle politiche attive per il lavoro e dei servizi per l’impiego attive e l’erogazione dell’ Aspi. Le competenze finora frazionate faranno dunque capo a un’unico soggetto compartecipato tra Ministero ed enti locali .
Nuova Agenzia Unica anche per le attività ispettive che riunirà i controlli del Ministero del lavoro , INPS, INAIL sulle imprese e sui lavoratori.
 
 

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