IMU 2013: dove è dovuta la differenza

2 Dicembre 2013 in Speciali
L’ultimo decreto 133/2013 uscito il 30 novembre, dopo varie anticipazioni, conferma l’abolizione della seconda rata dell’IMU sulle prime case ma di nuovo salta fuori l’inghippo. Si dovrebbe in realtà parlare di abolizione parziale; infatti viene cancellato l’obbligo di pagamento solo dell’aliquota fissata inizialmente allo 0,4 per cento  dal governo Monti perché ora  si scopre che restano scoperti gli eventuali aumenti che i Comuni hanno nel frattempo deliberato, anzi possono ancora fare fino al 5 prossimo. Quindi i proprietari di prima casa saranno chiamati entro il 16 gennaio prossimo a pagare una parte della differenza tra aliquota dello 0,4 e nuove aliquote, che  moltissimi Comuni italiani hanno in quest’anno innalzato allo 0,5,o anche 0,6 % sapendo che il Governo aveva promesso di coprire comunque il fabbisogno con trasferimenti diretti agli enti locali.
Il nuovo decreto parla ora di 40% dell’aumento a carico dei contribuenti mentre il 60% sarà finanziato ai Comuni dallo Stato. Bisognerà inoltre tenere conto di eventuali modifiche nelle detrazioni previste da ciascun Comune.
 
Questi sono i capoluoghi di provincia che hanno operato aumenti nel 2013, in ordine alfabetico:
 
A – Agrigento , Alessandria, Ancona, Avellino
B – Belluno Benevento Bologna, Brescia,
C – Campobasso, Caserta, Catania Catanzaro Cosenza, Cremona
F – Fermo, Foggia, Forlì, Frosinone,
G – Genova, Grosseto
L – Livorno
M – Messina, Milano, Modena
N – Napoli, Novara
P – Palermo, Parma, Perugia, Potenza
R – Reggio Emilia, Rimini, Roma, Rovigo
S – Salerno, Siena
T – Teramo, Terni, Torino
V – Verbania, Vibo Valentia
I contribuenti devono quindi verificare presso il proprio Comune  qual’è l’aliquota  e le eventuali detrazioni del 201,3 rispetto al 2012  Le delibere dei Comuni possono essere consultate anche sul sito Internet del Dipartimento delle Finan ze www.finanze.it seguendo il percorso: “Fiscalità locale”, “IMU – Imposta municipale propria”, “Regolamenti e delibere adottate dai singoli Comuni”.
e prepararsi a sborsare parte della differenza a metà Gennaio.
 

Il possibile rimborso della Mini-Imu

Ricordiamo nuovamente  che è stata abolita la seconda rata dell’Imu per il 2013 solo per le seguenti tipologie di proprietà immobiliari:
  •  abitazioni principali non di lusso (quindi esclusi i fabbricati classificati nelle categorie catastali A1, A8, A9)8;
  • unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibite ad abitazione principale e relative pertinenze dei soci assegnatari, nonché alloggi regolarmente assegnati dagli Istituti autonomi per le case popolari (IACP) o dagli enti di edilizia residenziale pubblica (a prescindere dalla denominazione) aventi le medesime finalità degli IACP, istituiti ex art. 93, DPR n. 616/779; 
  • casa coniugale assegnata al coniuge a seguito di provvedimento di separazione legale, annullamento
  • terreni agricoli contivati e non solo se posseduti da  coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola12; 
  • fabbricati rurali ad uso strumentale13;
  • immobili equiparati dai comuni all’abitazione principale
Si parla già però, da parte del Ministro Del Rio, responsabile degli Affari Regionali,   cui si associa il Ministro Lupi per par condicio, di possibile  successivo rimborso ai contribuenti, con una norma che sarebbe in fase di preparazione per essere approvata con la legge di stabilità 2014 entro fine anno. Ci si chiede allora, sommessamente, che senso ha far versare sapendo già che le somme verranno rimborsate in seguito.
 
 

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