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Diritto annuale 2015 con riduzione del 35%

3 Giugno 2015 in Speciali
Il 16 giugno 2015 (salvo proroghe legate alle scadenze di UNICO 2015) scade il termine per il versamento del diritto annuale dovuto alla Camera di Commercio per il 2015.
Dopo anni (2012, 2013, 2014) in cui gli importi dovuti erano rimasti invariati, da quest’anno scattano le novità previste dal D.L. n. 90/2014, e cioè la riduzione degli importi del diritto annuale:
  • del 35% per il 2015;
  • del 40% per il 2016;
  • del 50% dal 2017.
L’art. 28 del D.L. 90/2014, convertito nella Legge n. 114/2014 (pubblicata nella Gazzetta Ufficiale il 18.08.2014), ha, infatti, previsto, "nelle more del riordino del sistema delle camere di commercio, industri, artigianato e agricoltura", una riduzione graduale del diritto camerale dovuto dalle imprese.
Con la Circolare n. 227775 del 29.12.2014, il Ministero dello Sviluppo Economico ha specificato gli importi del diritto annuale dovuto alla Camera di Commercio per il 2015 e il Decreto interministeriale 08.01.2015 ha di fatto confermato che la riduzione del 35% per il 2015 si applica agli importi definiti dal Decreto interministeriale 21.04.2011.
Si ricorda che il versamento potrà anche avvenire entro il 16 luglio applicando la maggiorazione dello 0,40%.
 

Diritto annuale 2015: i nuovi importi

Il diritto annuale dovuto alla Camera di Commercio può essere stabilito in misura fissa o in misura percentuale, a seconda del tipo di soggetto.
Vediamo qui di seguito le misure del tributo dovute quest’anno, confrontate con quelle dello scorso anno. 
 
DIRITTO DOVUTO IN MISURA FISSA
TIPO DI IMPRESA
2015
2014
Imprese individuali iscritte nella sezione ordinaria
del Registro delle Imprese
€ 130
€ 200
Imprese individuali iscritte/annotate nella sezione speciale del Registro delle Imprese (piccole imprese, artigiani, coltivatori diretti e Iap)
€ 57,20
€ 88
Soggetti iscritti al REA (Repertorio economico-amministrativo) –
fino al 2010 esonerati
€ 19,50
(in via transitoria)
€ 30
(in via transitoria)
Società tra avvocati
€ 130
(in via transitoria)
€ 200
(in via transitoria)
Società semplice
non agricola
€ 130
(in via transitoria)
€ 200
(in via transitoria)
Società semplice agricola
€ 65
(in via transitoria)
€ 100
(in via transitoria)
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Come precisato dalla nota n. 19230 del 30.03.2009 del Ministero dello Sviluppo Economico, gli importi complessivi da versare (comprensivi dell’importo dovuto per le eventuali unità locali ubicate nella medesima Provincia) devono essere arrotondati, se necessario, all’unità di euro:
  • per eccesso, se la frazione decimale è uguale o superiore a 50 centesimi;
  • per difetto, se la frazione decimale è inferiore a 50 centesimi.
Ne deriva, ad esempio, che nel caso di soggetto iscritto al REA l’importo effettivo da versare è, in realtà, pari a € 20 (€ 19,50 arrotondati per eccesso).
 
Nel caso di imprese tenute al versamento del diritto annuale in misura proporzionale commisurato al fatturato dell’anno precedente, cioè delle altre imprese diverse da quelle prima elencate, occorrerà applicare al fatturato 2014 le medesime aliquote per scaglioni di fatturato definite dal Decreto interministeriale 21.04.2011, mantenendo, nella sequenza di calcolo, 5 cifre decimali:
 
DIRITTO DOVUTO IN MISURA PROPORZIONALE
Società di persone –
Società di capitali –
Cooperative
– Consorzi
Scaglioni di
fatturato IRAP 2014
Importi dovuti in base agli
scaglioni di fatturato
Da Euro
A Euro
0
100.000,00
€ 200,00
100.000,01
250.000,00
€ 200 + 0,015% della parte eccedente
€ 100.000
250.000,01
500.000,00
€ 222,50 + 0,013% della parte eccedente € 250.000
500.000,01
1.000.000,00
€ 255 + 0,010% della parte eccedente € 500.000
1.000.000,01
10.000.000,00
€ 305 + 0,009% della parte eccedente 1.000.000
10.000.000,01
35.000.000,00
€ 1.115 + 0,005% della parte eccedente € 10.000.000
35.000.000,01
50.000.000,00
€ 2.365 + 0,003% della parte eccedente € 35.000.000
50.000.000,01
 
€ 2.815 + 0,001% della parte eccedente € 50.000.000
(fino ad un massimo di
€ 40.000)
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Successivamente, occorrerà sommare gli importi dovuti per ogni scaglione di fatturato e, solo al termine del calcolo complessivo, all’importo così determinato, si dovrà applicare la riduzione del 35% e, quindi, l’eventuale arrotondamento individuato dalla nota n. 19230 del 30.03.2009, cioè:
 
  • prima, arrotondamento alla 2a cifra decimale;
  • poi, arrotondamento all’unità di euro, per eccesso se la frazione decimale è uguale o superiore a 50 centesimi, ovvero per difetto se è inferiore a 50 centesimi.
La Circolare MISE n. 227775 del 29.12.2014 ha precisato che anche la misura fissa di € 200,00 prevista per la prima fascia di fatturato, da utilizzare comunque nel calcolo nell’importo integrale, è soggetta, a conclusione del calcolo, alla riduzione complessiva del 35%, con la conseguenza che, per le imprese con fatturato fino a € 100.000,00, l’importo del diritto annuale 2015 da versare è pari a € 130,00.
Analogamente, l’importo massimo da versare indicato nella tabella in € 40.000,00, è soggetto alla riduzione del 35%, con la conseguenza che in nessun caso l’importo da versare sarà superiore a € 26.000,00.
 
Si precisa che le misure fissate dal Ministero possono essere maggiorate (nella percentuale massima del 20%) dalle singole Camere di Commercio. Si consiglia, pertanto, di verificare prima presso la propria Camera di Commercio l’eventuale presenza di tale maggiorazione.
 
 

Diritto annuale 2015:gli importi per le unità locali e sedi secondarie

Le imprese iscritte al Registro Imprese che esercitano attività economica anche attraverso unità locali o sedi secondarie devono versare, per ciascuna di esse, alla camera di commercio nel cui territorio ha sede l’unità locale / sede secondaria, un diritto pari al 20% di quello dovuto per la sede principale fino ad un massimo di € 200, sempre con la riduzione del 35%.
Pertanto, al massimo si pagherà un importo di € 130 per ciascuna unità locale / sede secondaria.
 
Nel caso in cui vi siano unità locali o sedi secondarie che, pur avendo sede nel territorio nazionale, si riferiscono ad una sede principale estera, è necessario versare alla Camera di commercio territorialmente competente un diritto annuale di Euro 110,00 per ciascuna unità locale o sede secondaria, sempre ridotto per il 2015 del 35%, quindi pari a € 71,50.
 

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