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Corrispettivi telematici: aspetti contabili del credito d’imposta

25 Novembre 2020 in Speciali

Scaglionati in due scadenze (2019 e 2020 prorogata al 2021), i contribuenti che emettevano scontrini fiscali, con il DL 119/2018 sono stati obbligati a dotarsi di un registratore telematico, oppure adeguare quello che avevano in dotazione al fine di poter inviare al fisco i corrispettivi giornalieri. A fronte di tale obbligato investimento l’agenzia delle entrate ha concesso loro la possibilità di beneficiare di un credito d’imposta.

Come beneficiare del credito d’imposta

Il credito d’imposta è stato determinato e riconosciuto a quei contribuenti che nel 2019 e 2020 hanno sostenuto o sostengono la spesa per l’acquisto o adattamento del registratore di cassa. Il 31/12 è pertanto l’ultimo momento utile per beneficiare del credito d’imposta, forse anche qualche giorno prima, in quanto il contributo spetta sotto forma di credito di imposta 

  • fino al 31/12/2020, 
  • può essere utilizzato solo in compensazione orizzontale nel modello F24 con l’indicazione del codice tributo 6899 ,
  • a decorrere dalla prima liquidazione periodica IVA successiva al mese in cui è stata registrata la fattura di acquisto (o adattamento), nonché – pagata, con modalità tracciabile.

La misura spettante

Il credito d’imposta è pari al 50% della spesa sostenuta, con un massimo di: 

  1. 250 euro in caso di acquisto di un nuovo registratore di cassa;
  2. 50 euro in caso di adattamento di registratore di cassa in dotazione. 

Caso particolare: i contribuenti forfettari e quelli in regime di vantaggio, non liquidando l’IVA, potranno utilizzare il credito nel mese successivo al sostenimento della spesa.

Come contabilizzare il contributo per il Registratore Telematico

Partendo dal presupposto che:

  1. il nuovo registratore di cassa, pronto all’uso per l’invio telematico, è un bene strumentale, 
  2. l’adeguamento di quello esistente è una manutenzione su un bene strumentale, 

si può concludere, come anche stabilito dalla Ris. 2/E/2010, che il credito d’imposta concesso si configura come un contributo in conto impianti. 

Come previsto dalla Ris. 2/E/2020, esistono due metodi per rilevare il credito. 

Il metodo diretto, il quale consiste nel rilevare direttamente a riduzione del costo storico del registratore il corrispondente credito d’imposta. Il processo di ammortamento avrà quindi luogo sul minor valore di acquisizione. 

Il metodo indiretto, il quale consiste nel lasciare inalterato il costo storico del registratore di cassa, il quale subirà un processo di ammortamento ordinario. Il credito d’imposta verrà imputato a conto economico fra i ricavi e subirà la riduzione a mezzo dei risconti passivi.

Vediamo i due esempi. Per semplicità immaginiamo che il registratore di cassa venga ammortizzato in 5 anni.

Metodo diretto

Ponendo il caso di un acquisto di un registratore di cassa per un importo di euro 900 + iva 22%, il credito d’imposta spetta entro un importo pari al 50% dell’imponibile con un massimo di 250 euro. In questo caso il credito massimo sarà 250 euro.

Rilevazione dell’acquisto

DIVERSI

a
debiti verso fornitore
1.098,00
macchine per ufficio elettroniche
900,00
a
iva a credito
198.00
a
Pagamento della fattura al fornitore
debiti verso fornitore
1.098,00
a
banca
1.098,00
Imputazione dell’intero credito a riduzione del costo storico e conseguente ammortamento per differenza (900-250 = 650/5 = 130)

erario c/credito d’imposta RT (DL 119/2018)

250,00
a

macchine per ufficio elettroniche

250,00
ammortamento
130,00
a
fondo ammortamento
130,00

Metodo indiretto

Il credito d’imposta viene rilevato a bilancio come credito verso l’erario utilizzando come contropartita la voce di ricavo che transita a conto economico sotto forma di componente positivo di reddito. Tale componente viene poi stornato con un risconto passivo sulla base della durata dell’ammortamento. Prendendo a riferimento l’esempio precedente, con un contributo di 250 euro, le scritture secondo tale metodo saranno le seguenti:

Rilevazione dell’acquisto
DIVERSI
a
debiti verso fornitore
1.098,00

macchine per ufficio elettroniche

900,00
a
iva a credito
198,00
a
Pagamento della fattura al fornitore
debiti verso fornitore
1.098,00
a
banca
1.098,00
Rilevazione del credito sotto forma di ricavo e successivo risconto passivo pari a 200 (250/5×4 cioè gli anni residui di ammortamento)

erario c/credito d’imposta RT (DL 119/2018)

250,00
a

contributi in c/impianti (ricavo tassabile)

250,00

contributi in c/impianti (ricavo tassabile)

200,00
a

Risconti passivi

200,00

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