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Croazia e lavoro in Italia: precisazioni del Ministero sul regime transitorio

5 Luglio 2013 in Notizie Fiscali
Fonte: Fisco e Tasse
Con circolare congiunta prot. n. 4175 del 2 luglio 2013 – Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e Ministero dell’Interno precisano che dal 1° luglio 2013 la Croazia è entrata a far parte dell’Unione Europea; di conseguenza, per quanto riguarda l’accesso al mercato del lavoro subordinato, il Governo italiano, analogamente a quanto previsto da altri Paesi dell’U.E., ha deciso di avvalersi di un regime transitorio, in considerazione della situazione esistente nel mercato del lavoro italiano, per il periodo  iniziale di due anni previsto dall’Allegato V dell’Atto di adesione, prima di liberalizzare completamente l’accesso al lavoro subordinato.
Rimane, invece, privo di ogni limitazione il lavoro autonomo. Il regime transitorio non si applicherà, comunque, alle categorie previste dalle seguenti disposizioni del TU dell’immigrazione (D.Lgs. n. 286/1998):
– art. 27, comma 1 – ad eccezione delle lettere g) e i);
– art. 27-ter (ricercatori);
– art. 27-quater (lavoratori altamente qualificati);
– art. 24 (lavoratori stagionali, ivi compresi coloro che dimostrino di essere venuti in Italia almeno 2 anni di seguito per prestare lavoro stagionale, ai sensi dell’art. 5, comma 3 ter, del TU);
– lavoratori domestici.
 
Per tali settori l’Italia farà ricorso ad un regime di libero accesso al mercato del lavoro interno.
Pertanto i datori di lavoro che intendono procedere all’assunzione di lavoratori croati appartenenti ad una delle categorie sopra indicate dovranno rispettare solo gli ordinari adempimenti previsti dalla normativa vigente in materia di lavoro, effettuando le comunicazioni obbligatorie – di cui all’art. 9 bis, comma 2, del d.l. 1 ottobre 1996, n 510 convertito con modifiche nella legge 28 novembre 1996, n, 608 – ai servizi territorialmente competenti, secondo le modalità prescritte dal D.M. 30 ottobre 2007 del Ministero del lavoro e delle politiche sociali.
 
 
 

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