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Come vanno valutati ratei e risconti prima di entrare nel bilancio di esercizio?

5 Dicembre 2012 in Domande e risposte

 La valutazione dei ratei e risconti deve avvenire mediante la ripartizione del provento o dell’onere al fine di attribuirne la quota parte di competenza all’esercizio in corso e di rinviarne l’altra quota ai successivi. Il periodo di competenza viene individuato attraverso i giorni compresi tra:
• l’inizio degli effetti economici del contratto di durata fino alla data di chiusura dell’esercizio;
• e da tale data fino al termine degli effetti del contratto.

In questo modo il tempo considerato per la determinazione dell’entità del rateo o del risconto da iscrivere per competenza è di natura fisico temporale. Nei casi, tuttavia, in cui le prestazioni contrattuali non hanno contenuto economico costante nel tempo (ovvero non sono proporzionali al tempo fisico), va fatto riferimento al concetto di tempo “economico”, in modo da riflettere il reale contenuto economico dell’operazione. In caso contrario, non sarebbe rispettato il principio della correlazione fra costi e ricavi e della veritiera e corretta rappresentazione in bilancio.

I ratei attivi e passivi, poiché rappresentativi di crediti e debiti in moneta sono soggetti ai processi valutativi previsti dai principi contabili.
I risconti attivi rappresentano oneri differiti ad uno o più esercizi successivi e, pertanto, è necessaria la valutazione del futuro beneficio economico correlato a tali costi. Qualora il beneficio non esista o sia inferiore alla quota riscontata, occorre procedere a rettificare il valore di iscrizione. I risconti passivi, rappresentando proventi differiti ad uno o più esercizi successivi non pongono particolari problemi di valutazione in sede di bilancio.

 

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